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Al Teatro Rendano “Elena – L’opera d’amore per i piccoli”

Incredibile serata quella vissuta al teatro A. Rendano di Cosenza per la prima nazionale di “Elena – L’opera d’amore per i piccoli”.

Tanta l’emozione, la commozione e la gioia per una storia che ha lasciato un teatro in sold out a bocca aperta e occhi gonfi di lacrime.

L’opera ha ripercorso i passaggi più importanti della vita di Madre Elena Aiello, e quelli della vicenda di Francesca Bozzarello, miracolata cosentina per intercessione della beata.

Il lavoro della scrittura è affidato alla penna di Barbara Bruni, impeccabile e maestosa anche nei panni della Beata calabrese, l’attrice sfoggia tutta la preparazione e l’esperienza in una performance da incorniciare, il canto è ricco di colori, grazie a una voce pregevole e curata,  di Maria Dora Palermo, delicata e rassicurante attraverso il personaggio della “Provvidenza”, grazie a una voce di bellissimo timbro cesella parole in musica di grande spessore sin dal primo ingresso con la “Ninna nanna”, di Francesco Antonio Conti “l’Uomo” nella scena e curatore inoltre della splendida ed efficace regia, Antonio si conferma professionista di altissimo livello e costante del panorama teatrale nazionale, e ancora il maestro Mario De Lio, compositore delle musiche inedite e direttore dell’ensemble formata insieme ai maestri Marco Rossin (Sassiofoni) e Ivano Pezzulla (batteria), De Lio dimostra una scrittura che si conferma efficace e geniale, come da sempre sua prerogativa.

Ad emozionare ancora con grande maestria è stato il resto del cast, partendo dall’incredibile interpretazione della piccola Chiara Conti, nei panni di Martina figlia della miracolata, in un ruolo ricco di carica emotiva, espressa con controllo ed esattezza attraverso il canto e il recitato, una giovanissima attrice/cantante di cui sentiremo parlare e tanto.

All’incredibile voce di Alessandra Chiarello è affidato il fondamentale ruolo di Suor Gigia, importante compagna di viaggio di Madre Elena nell’opera d’amore per bambini e bisognosi, l’imponenza della sua voce unita al pathos della scrittura melodica, conferiscono magia agli ascoltatori.

Al maestro Stefano Tanzillo è affidato l’arduo compito di impersonare una delle figure fondamentali nella vita della Beata calabrese, Padre Francesco Mazza, fra i sostenitori dell’opera, confessore e dunque padre spirituale. Abituati a tutt’altri ruoli nei quali ascoltare Tanzillo, sorprende il suo riuscire a ridimensionare l’imponenza della sua figura, a favore della scrittura scenica e musicale. Grazie all’inserto di “Laudato sia” può comunque “sbottonare” la sua vocalità, dando saggio del timbro al quale la platea è ormai abituata.

In fine, ma per nulla meno importanti tutti i giovani attori/cantanti in scena, allievi di Accademia Artea, decisamente incredibili per performance, abnegazione, tempismo e pathos dell’esecuzione.

Giovanissimi studenti che vantano già altre collaborazioni nella produzione di Artea, e di cui certamente, sentiremo parlare, i loro nomi : Giuseppe Cofone (Antonio), Chiara Compostella (Rita), Christian Russo (Francesco), e ancora Melissa Bruni, Maria Francesca Fasanelli, Aurora Guido, Simona Orrico.

La produzione è affidata ad Artea  Production dell’Ass. Pinco e pallina di Barbara Bruni, Francesco Antonio Conti e Stefano Tanzillo, il quale dichiara grande soddisfazione per l’ottima riuscita dello spettacolo, sottolineando quanto la “missione” di Accademia Artea sia proprio quella di produrre spettacoli di alta qualità, nei quali coinvolgere professionisti del settore unitamente a giovani allievi, così da cesellare il percorso didattico svolto quotidianamente.

In sala ad applaudire le suore Minime del convento, rappresentate dalla Madre Generale Eugenia Amodio, il Padre Provinciale dei minimi Francesco Trebisonda, l’amministrazione comunale che a fine spettacolo attraverso la presenza del vice sindaco del comune di Cosenza Maria Pia Funaro, Antonietta Cozza delegata alla cultura e Francesco Turco delegato al culto, hanno conferito agli autori, oltre gli onori e meriti, una targa riconoscimento per la creazione “di un’opera di alto valore artistico e religioso”.

Indispensabili e attenti anche Simona Scarpino direttore di palcoscenico, Giuseppe Conti assistente alla regia, Paolo Carbone per il disegno luci, Nat Filice, Valerio Filice e Gianpaolo Palumbo per la scenografia virtuale, i costumi di MOEMA Academy, il trucco affidato a Olos di Claudia Garofalo e il parrucco al maestro Antonio Cofone di Compagnia della bellezza. Per ultimo ma non per importanza alla fonia MarcoMix.