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L’appello di Stefania al Sindaco di Rende: “Datemi un posto dove portare un fiore al mio Fulvio”.

Riceviamo e pubblichiamo l’appello di Stefania al Sindaco di Rende:

APPELLO AL SINDACO DI RENDE
E con oggi, sono tre mesi che sei andato via e ancora oggi, dopo tutto questo tempo, che per alcuni può sembrare tanto, ma per me è sempre troppo, troppo poco, perchè è come sentire ancora i tuoi passi in casa, il tuo respiro e la tua presenza a tavola…
Ma non è di questo, Fulvio, che voglio parlare oggi, io oggi voglio gridare tutta la mia rabbia sperando che qualcuno si accorga di questo mio dolore infinito e che provi a fare qualcosa.
Si perchè dopo ancora tre mesi dalla tua morte, tu stai ancora lì, in una stanza del cimitero di Rende, abbandonato, insieme a tanti altri defunti, senza un minimo di attenzione e di rispetto verso il tuo onore d’uomo. Sulla terra hai lottato, sei stato un uomo onesto, meraviglioso, buono, eri corretto e sempre pronto a pagare i tuoi debiti e metterti alla pari con i retti e i giusti. Da te c’era solo da imparare ed io l’ho fatto, e anche le tue figlie…
Ma ad oggi noi non riusciamo ancora, in nessun modo, a farti avere quel posto eterno e ultimo che meriti.

Non riusciamo a farti avere un loculo dove poter venire a riporre un dannato fiore, dove poter venire a commemorarti, a darti un saluto intimo e privato, pur avendolo pagato quel posto, pagato e strapagato duramente e pesantemente. Ma il comune di Rende, il sindaco e tutto il suo dannato cucuzzaro, se ne stracatafotte del dolore assurdo che si prova in questi casi, e fa orecchie da mercante. Ma io non la smetto, io voglio quello che mi spetta, voglio che mi ascoltino, e resterò in assetto di guerra sempre, per questo tuo diritto, finchè non ti vedrò sistemato e in pace, finalmente.


Mi chiedo e chiedo al sindaco Marcello Manna, quanto tempo ancora si debba aspettare affinchè queste bare, messe li a casaccio, possano trovare riparo e serenità. Sindaco, mi rivolgo a lei per l’ennesima volta, e se le sue orecchie e il suo cuore sceglieranno ancora di restare nel silenzio e nell’oblio dopo questo mio ennesimo e disperato appello, allora io le auguro, con il sangue agli occhi e con tutto il mio cuore, che lei possa vivere, anche solo per un giorno, quello che io sto vivendo da tre mesi, e poi forse chissà, magari riuscirà a fare qualcosa. Ridia dignità a questi corpi perchè è davvero un sacrilegio tenere dei morti in quelle condizioni e lei per questo, si deve solo vergognare. Lo Ripeto, e non m’importa di passate per cattiva, ma io le auguro fortemente di sentire sulla sua pelle ciò che si prova a non poter vedere un suo caro nella giusta ed ultima dimensione.


E a voi che avete letto questo mio appello, vi prego, se vi và, di condividere questo mio post in modo che possa arrivare presto a chi di dovere e che mio marito, e tanti altri poveri corpi, possano trovare presto Riparo e Pace.
Stefania

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