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Fratelli Maione, donazione di viveri e alimenti primari a Terra di Piero e Padre Fedele

Un rivenditore di prodotti ortofrutticoli di Cosenza ieri ha donato quintali di frutta e verdura ai propri concittadini.

“Tutte le domeniche ed i mercoledì – racconta l’imprenditore all’Adnkronos – vado in Puglia ed in Basilicata per rifornire il nostro ingrosso ed i punti vendita di ortofrutta che gestisco a Cosenza.

La scorsa settimana ho visto che gettavano quattro pedane di frutta e verdura che non potevano essere commercializzate perché non erano più in perfetto stato. Non sono riuscito ad accettare che nella mia città ci sono persone che non hanno da mangiare, mentre chili e chili di cibo vanno al macero”. “Ho quindi pensato di chiedere ai miei fornitori questi bancali, compro da loro migliaia di euro di merce a settimana, non potevano dirmi di no. Invece di partire con un camion, – racconta l’imprenditore – ho fatto sistemare da un amico meccanico un altro mezzo, delle persone a me vicine mi hanno dato qualche decina di euro per fare la benzina, il resto l’ho messo io e sono partito. Caricate le pedane di cetrioli, cipolle, kiwi, mele, agretti, pomodori, carote, lattughe, melanzane sono tornato a Cosenza.

Ho deciso di donare questa frutta e verdura alla Terra di Piero (che sta distribuendo circa 700 pasti al giorno) perché una signora che conosco bene mi hanno detto che la sua famiglia stava sopravvivendo grazie alla spesa che questi ragazzi le portano due volte a settimana”. “Non entrava tutto nella loro sede – spiega il grossista cosentino – una parte è stata donata a Padre Fedele ed altre cassette le ho consegnate in prima persona a famiglie in difficoltà.

Non credo di aver fatto nulla di speciale, ho agito con il cuore e sono davvero soddisfatto. Regalare buste di spesa a persone che non arrivano a fine mese, soprattutto migranti, è una cosa che faccio da sempre perché vengo da un quartiere popolare, conosco il significato di un frigorifero vuoto ed odio gli sprechi. Penso che ognuno debba fare la propria parte in questa situazione, perché altrimenti non abbiamo via di uscita”.

Mit/Adnkronos

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