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Il calabrese Villotta premiato al “Premio letterario Casentino”

Sabato 17 Settembre, presso l’ abbazia di San Fedele in Poppi (Ar) si è tenuta  la premiazione del Concorso letterario “Casentino”. Il Premio Casentino è uno dei più antichi e prestigiosi concorsi letterari italiani, fu istituito da Carlo Emilio Gadda, Nicola Lisi e Carlo Coccioli negli anni ‘40. La seconda guerra mondiale ne pregiudicò il percorso, che riprese trent’anni più tardi sotto la gestione del Centro Culturale Michelangelo e successivamente dal Centro Culturale Fonte Aretusa.

Contestualmente ai riconoscimenti letterari sono stati assegnati i Premi d’onore Casentino per il giornalismo, l’economia e la medicina; altri riconoscimenti sono stati assegnati a importanti personalità del mondo culturale e scientifico italiano.

Nella sezione Saggistica, la giuria del concorso presieduta dallo storico della letteratura, critico letterario e  Professore dell’Università di Firenze Marino Biondi  e  dal Poeta, critico letterario e  Professore di Letteratura moderna dell’Università di Padova Silvio Ramat  ha deciso di premiare il saggio L’Eretico. Pier Paolo Pasolini: pensieri, opere e parole (Edizioni Erranti con Coessenza) scritto da Francesco Vilotta, giovane scrittore calabrese, filosofo, giornalista e autore cine-televisivo, con il prestigioso riconoscimento Critica e ricerca.

Nell’ anno che ricorda il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, il libro di Vilotta dopo i Premi Letterari La Ginestra di Firenze e Sinderesi Awards si aggiudica un altro prestigioso riconoscimento nel palcoscenico letterario nazionale, il suo lavoro ha conquistato la giuria grazie ad un’abile panoramica su uno dei più grandi pensatori italiani. Tra le pagine del suo lavoro, emerge il poeta, il regista, l’educatore, illuminato dai tratti che ne hanno contrassegnato l’esistenza: l’amore, il conflitto, la ribellione, la visione lucida e cruda del reale.

L’Eretico si conferma un viaggio intorno alla varietà dei linguaggi espressivi che si intrecciano alla vita di uno degli intellettuali più scomodi del secolo scorso. Il libro di Vilotta è un’ opera aperta e indirizzata non solo a chi già conosce Pasolini, ma anche a chi volesse approfondirne alcuni aspetti,  oppure a chi volesse avvicinarsi per la prima volta al suo multiforme universo. In questo lavoro infatti vengono alla luce diversi Pasolini, innumerevoli volti ed approcci artistici e culturali, resi omogenei dalla vocazione alla scelta, l’haìresis che ne segnò l’esistenza ed il martirio. Il percorso realizzato dallo scrittore diventa anche la  metafora dei tormenti di un’epoca, attraverso una coerente rassegna di fatti storici e biografici che si adagiano sulle piaghe di un’esistenza condotta in forma critica, spigolosa, mai incline alla sottomissione. Attraverso l’analisi attenta e avvincente delle sue principali opere e riflessioni sulle trasformazioni che hanno attraversato la società e la politica italiana, il lettore compierà un vero e proprio viaggio nel tempo: dagli anni del fascismo fino agli anni Settanta. Un percorso lungo il quale si avrà modo di rileggere e scoprire, sotto una nuova luce, la figura di un intellettuale libero e indipendente che, con estrema passione e lucidità, seppur in tutte le sue contraddizioni, è stato un prezioso interprete della propria epoca.

«Uno spirito critico talmente lucido e profetico da risultare anche oggi sorprendentemente attuale», scrive Vilotta, il quale reinterpreta le più significative parole di un intellettuale controcorrente, alla continua ricerca di una sorta di religioso desiderio di purezza, il quale ha lasciato un segno indelebile nella storia letteraria e culturale italiana. Sì, perché Pasolini è stato molte cose, oltre a un grande scrittore, poeta e prezioso regista cinematografico: marxista indipendente, artista impegnato e indignato, intellettuale vessato e talvolta condannato da un’Italia ancora perbenista e ipocrita.

Ne L’Eretico, tra le tante cose, si potranno leggere dunque le sue incisive critiche all’omologazione culturale e linguistica del Paese, (vero e proprio «genocidio culturale»), il suo ruolo cruciale nel ‘68 italiano e anche il suo necessario e indimenticabile contributo alla settima arte. Nel racconto di Vilotta che è una continua tensione tra razionalità e consapevolezza, Pasolini pian piano cessa di essere esclusivamente un monumento della cultura del Novecento, così che andando avanti nella lettura lo sentiamo vicino, complice, solidale, prezioso consigliere capace di cogliere anche lo sbandamento dei nostri giorni.

Questo terzo riconoscimento letterario a Vilotta, può essere considerato come il riconoscimento ad un lavoro che è riuscito a consolidarsi sempre di più nel panorama letterario nazionale.  L’Eretico è un libro che non si limita esclusivamente a raccontare Pier Paolo Pasolini, ma è un’ opera che pagina dopo pagina semina dubbi e domande, regalando nel suo percorso spunti di riflessione e preziosi strumenti necessari a comprendere e analizzare meglio noi stessi, il nostro mondo e la complessità della realtà che ci circonda.

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