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“Il giro del mondo in 80 giorni”: un viaggio teatrale e formativo per i giovani

PartecipaAzione APS, in collaborazione con la compagnia teatrale Porta Cenere, ha portato a termine con successo il progetto “Il giro del mondo in 80 giorni”, finanziato dall’Otto per Mille della Chiesa Valdese. Un’iniziativa innovativa rivolta ai minori stranieri non accompagnati, ospiti dei centri SAI di Mendicino, Casali del Manco e Dipignano.

La prima azione del progetto ha coinvolto i giovani in un affascinante percorso teatrale, sviluppatosi tra il Teatro Scuola di Via Misasi “Pizzuti” dell’IC Spirito Santo e il Teatro Comunale di Mendicino. I partecipanti hanno sperimentato l’arte della recitazione, ispirandosi al capolavoro di Jules Verne, “Il giro del mondo in 80 giorni”. Questa esperienza non solo ha fornito agli adolescenti competenze teatrali, ma ha anche favorito la ricostruzione dell’identità individuale, la crescita culturale e l’inserimento consapevole nella società attraverso un percorso educativo coinvolgente e stimolante.

La seconda azione, intitolata “La geografia come passepartout”, ha offerto ai ragazzi un laboratorio di orientamento geografico. Attraverso escursioni sul territorio, i giovani hanno imparato a “trovare l’oriente”, acquisendo non solo competenze spaziali e temporali ma anche una profonda conoscenza dei luoghi che li ospitano. Questa consapevolezza del territorio, dai luoghi più noti a quelli più nascosti, ha arricchito la loro comprensione del mondo circostante.

La terza azione del progetto, “I cittadini del mondo”, ha coinvolto i ragazzi in un viaggio alla scoperta dei principi e dei doveri di ogni luogo. La consapevolezza della cittadinanza attiva è stata promossa come strumento per una partecipazione più consapevole e integrata nelle comunità locali. Questa azione ha offerto agli adolescenti la possibilità di comprendere le dinamiche di una società multiforme, promuovendo responsabilità e condivisione.

Il percorso teatrale è stato arricchito da una lezione aperta sul “Match d’improvvisazione”. Questa modalità di spettacolo ha offerto al pubblico uno sguardo privilegiato sul processo creativo della drammaturgia scenica, mostrando gli attori in azione senza uno script fisso. Il laboratorio teatrale si è rivelato non solo un percorso di crescita individuale ma anche un efficace strumento per stimolare l’immaginazione, superare le inibizioni e incoraggiare l’espressione individuale all’interno del gruppo.

Il direttore artistico del Teatro Comunale di Mendicino Mario Massaro: «Realizzare progetti come “Il giro del mondo in 80 giorni” è un’esperienza che va al di là della semplice performance finale. Ciò che conta veramente è il percorso intrapreso dai ragazzi, poiché è in questo viaggio che si coltivano valori essenziali come la libertà, l’impegno e la dedizione. Il teatro, come forma d’arte, non è solo uno strumento di intrattenimento, ma un veicolo potente per la crescita personale e collettiva. Durante il processo creativo di un progetto teatrale, i giovani imparano a esplorare le profondità della propria identità, a superare sfide creative ed espressive e a sviluppare una consapevolezza critica del mondo che li circonda. Spero che questi ragazzi portino con sé il tesoro della consapevolezza che il teatro è un compagno di viaggio prezioso, capace di arricchire le loro vite in modi che forse non avrebbero mai immaginato. Il successo di questo progetto non si misura solo in applausi e ovazioni, ma nell’impronta indelebile che lascia nei cuori e nelle menti dei ragazzi».

“Il giro del mondo in 80 giorni” ha dimostrato che l’arte e l’educazione possono essere strumenti potenti per favorire l’integrazione e l’inclusione sociale. Un viaggio emozionante che ha aperto nuove prospettive per i giovani partecipanti, provenienti da luoghi diversi ma accomunati dalla volontà di scoprire, crescere e condividere.

Ufficio stampa Denise Ubbriaco


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