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La recensione: Musica contemporanea e atmosfere oniriche per “Il Castello di Vogelod” al Tau

Cosa possono avere in comune un film del 1921, un gruppo rock contemporaneo, ed un attore? Lo si scopre al Tau (Teatriìo Auditorium Unical) il 27 e il 28 Novembre. In cartellone, infatti, IL CASTELLO DI VOGELOD, viaggio musicale nella pellicola di Murnau  tra parole e immagini con la regia di Fabrizio Arcuri.

È un’operazione tanto interessante quanto raffinata, una reinterpretazione musicale di un giallo tedesco dalle tinte fosche del pieno periodo liberty, una storia di un delitto passionale tra le mura di un castello neogotico.

La musica sofisticata dei Marlene Kuntz è la chiave vincente della serata, ed anche grazie alla sorprendente modernità del film, sposa bene con i dialoghi, le scene e le ambientazioni, donando uno slancio di novità, un rinnovato smalto. Anche non trattandosi di un esperimento nuovo, queste modalità qui risultano ben armonizzate e vincenti. L’uso di un tulle davanti al palcoscenico ha permesso inoltre di creare giochi di luci e sovrapposizioni che valorizzano la fotografia, già di per se fantastica del film. Il contributo di Claudio Santamaria, che come un doppiatore moderno, dà voce a tutti i protagonisti è in fondo relativamente trascurabile. La serata è stata suggestiva ed onirica, caratteristica presente ormai di rado nelle attuali proposte teatrali.

Il pubblico, numeroso,  ha apprezzato, nonostante la complessità della proposta, lo spettacolo nel totale. Una nota di merito ulteriore al Tau che con la stagione programmata, è sempre attento alla sperimentazione ed alle novità.

Aldo Piro

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